Frammenti per un debutto

Amedeo Anfuso News

Frammenti per un debutto

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– Aprire il saggio “Rom d’Europa” di Leonardo Piasere

– La prima volta che sono scesa in un campo rom e un ragazzino di dieci anni mi ha detto che si stava prendendo un anno sabbatico ma che era un genio dell’informatica, “io riparo qualsiasi computer, tutti chiedono a me”

– Amedeo che dice: “abbiamo tutto, manca solo una storia”

– Conoscere Rambo, Rasid, Ilvia, Ivana, Elisa, Ismet, Piasere, Petruzzelli, l’associazione ASAI, Renata, l’associazione Sucar Drom e tutti i viaggi che ci hanno portati verso di loro

– L’intervista ad Ettore Fusco, sindaco leghista di Opera, città dove nel 2006 viene istituito un presidio permanente contro il campo nomadi. Tutt’ora ricorda quel periodo con nostalgia

– Chiedere a Marco di unirsi allo spettacolo

– L’elezione di Salvini

– Finire le prove e accasciarsi nel meraviglioso giardino del centro di Palmetta che ci ha ospitati per la residenza estiva

– Le tre volte che abbiamo ricominciato da capo lo spettacolo

– Il giorno in cui abbiamo capito che non sarebbe più servito accendere la stufa all’Anatra Zoppa, circolo ARCI che è diventato la casa di Anomalia Teatro

– Quando mi hanno detto che per scrivere un copione serve una scena 1 seguita da una scena 2, e quando abbiamo deciso che avremmo continuato a buttare giù pagine senza schema

– Le giornate per le viuzze di Satriano di Lucania, ogni abitante del paese e, sopra ogni cosa, i ragazzi della compagnia Petra, che hanno creduto nel nostro progetto prima ancora di noi

– A tutte le persone che lavorano in Anomalia e che hanno creduto in questo spettacolo quando questo spettacolo non c’era, a Spio, Simona, Jacopo, Panda, al Pica, alla Costanza, ad Andrea Gagliotta, alla Simona Randazzo e a tutti quelli che ci hanno abbracciati e che si sono commossi insieme a noi

– Ogni pianto per ciò che non riuscivo a dire, per le prove che non venivano, per vicoli ciechi, le strade buie, le insonnie, le mattine all’alba, i soldi che non bastano mai, il vuoto, la memoria che fa cilecca, la paura, la parola sbagliata, i pugni stretti, la realtà che ci spaventa sempre di più

Uno spettacolo non inizia mai quando si accendono le luci, ma cresce in un percorso lungo, pieno di fatica e di meraviglia. Tutti questi pezzetti porteranno alle serate dal 25 al 28 aprile in cui debutteremo al Teatro Studio Uno che ci ha accolti e sostenuti grazie al bando In Pillole.

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