Guardati dalle Idi di marzo

Amedeo Anfuso News

Guardati dalle Idi di marzo

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Foto di Carlotta Bassignana

Sabato sera si è concluso, con grandi emozioni e tantissimo sudore, il nostro percorso attraverso la riscrittura e la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare. Il testo collettivo che ne è venuto fuori è un attraversamento della tragedia, una curiosa ricerca attorno alle tematiche del potere e dell’affetto dove vecchi ricordi si legano a grandi discorsi alla folla, la comicità si incontra con la tragedia e il nostro immaginario con quello di Shakespeare e con quello dell’Antica Roma.

Pubblichiamo qui un piccolo brano dello spettacolo, lavorato partendo dall’indovino che, nella tragedia , mette in guardia Cesare dalle idi di marzo:

“Signor Cesare signore, si può? Oh sua egregità, sua immanenza, sua gigantosità, sua brillosità….
Sono qui come umile ambasciatrice di male nuove. Come saprete Voi, che tutto vedete e tutto conoscete, sono professoressa di Latino ed insegno a molti dei figli dei vostri cosidetti alleati, amici e compagni.
Eius maiestas, ignorantia legis non excusat!
Questi marmocchi, queste capre brufolose non sa che hanno sentito dire dai loro padri! E non sanno nemmeno cosa sia la consecutio temporum, dopo mesi e mesi che cerco di spiegarla! E lei invece, oh, Lei come l’ha ben capita e come la padroneggia bene!
Iuria novit curia, e sia Lei, perciò, a giudicare! Mala tempora currunt, sed peiora parantur! Parlano di una congiura, sua luminescenza! L’ho sentito con questo mio auris, quello buono!

Memento eius maiestas… Faccia attenzione alle Idi di marzo! Per carità, MEMENTO!”

Il nostro corso di teatro ricomincerà a ottobre, con un nuovo testo da affrontare e riscrivere. Potete restare aggiornati su luogo e orari lasciando la vostra mail proprio qui sul  nostro sito o seguendo la pagina Facebook!

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