Per imparare a scrivere bisogna scrivere

Amedeo Anfuso News

Per imparare a scrivere bisogna scrivere

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Qualche tempo fa mi sono trovata tra le mani un libriccino sottile e dalle pagine eleganti: Scrivere zen di Natalie Goldberg. È stato il mio primo manuale di scrittura creativa e tutt’ora quando lo sfoglio mi fa venire voglia di mettermi seduta al tavolo con la penna in mano. Per tutto il tempo Natalie Goldberg ribadisce un concetto potentissimo: per imparare a scrivere bisogna scrivere, esattamente nello stesso modo in cui ci si allena per una corsa o per la meditazione. Iniziare poco per volta ma costantemente, ed eliminare fin da subito l’ansia da prestazione.

Quando si scrive, non bisogna dirsi: “Adesso scriverò una poesia”. Questo atteggiamento sortirà l’immediato effetto di paralizzarci completamente. Bisogna mettersi alla scrivania limitando al massimo le aspettative nei nostri confronti: “Sono libera di scrivere le peggiori schifezze del mondo”. 

È un concetto semplicissimo, eppure è difficile da tenere in testa. Io continuo ad entrare in crisi ogni volta che devo aprire il computer. I miei pazienti compagni si sono dovuti scontrare più e più volte con i miei blocchi e resistenze, soprattutto mentre lavoravamo all’ultimo spettacolo, Era meglio nascere topi. Durante una fase di arresto particolarmente profonda, il buon saggio Amedeo mi ha ordinato di scrivere “una pagina al giorno”. La qualità della pagina non aveva nessuna importanza, solo la quantità: una al giorno. È stato uno dei consigli più utili e vitali che abbia ricevuto. Dopo un mese avevamo un intero copione ciccione e straripante, praticamente inutilizzabile ma pieno di frammenti su cui poter lavorare.

Natalie Goldberg condivide con i suoi lettori un approccio alla scrittura generoso e giocoso. Ogni capitolo regala qualche esercizio per cercare di sconfiggere le nostre paure. In particolare ci ricorda, e io penso veramente che abbiamo un gran bisogno di sentircelo dire spesso, che non dobbiamo mai (e poi mai) cercare di essere “bravi”, o peggio ancora “perfetti”. Mai iniziare a scrivere nella disperata ricerca del capolavoro o dell’ispirazione sublime!

La perfezione è la grande nemica della creatività. La prende, la imbavaglia a una sedia e le urla in faccia che è troppo grassa, troppo spettinata, troppo pelosa.
L’atto creativo inizia quando riusciamo a liberarci dalle corde che ci costringono dandoci finalmente la possibilità di correre sul foglio bianco belle, nude, cellulitose e pelose.
Curare questa libertà è uno degli esercizi fondamentali di tutti noi che lavoriamo con l’arte ma dovrebbe essere un compito per chiunque voglia praticare la gioia e la bellezza.  Eppure è quanto di più difficile esista al mondo; per questo dobbiamo leggere Natalie Golberg e poi continuare a ripetercelo ancora e ancora.

Trovate il libro a questo link.

Debora Benincasa

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