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Foto di Loris Lorenzini

Ci sono situazioni teatrali che ci ricordano, prepotentemente, la bellezza infinita del nostro lavoro, portando in alto sogni e speranze.

Il CrashTest Festival è una piccola isola scalpitante e felice con al centro una grossa casa (reale, non metaforica) che è diventato un punto di ritrovo in cui giovani figliuoli si incontrano con artisti, critici teatrali e insegnanti, e condividono il tempo, la fatica, il cibo.

Per noi è stato meraviglioso lasciarci scivolare in questa atmosfera di festa e creatività, attraversare i laboratori delle altre compagnie, lavorare per una mattinata con i ragazzi , fare improvvisazioni insieme, andare in scena di fronte a un pubblico variegato e accogliente, trovarsi alla fine della giornata stanchi, stravolti e felici.

Ancora ci viene da sorridere a pensare alla prima sera, a mezzanotte, quando usciti dalla macchina veniamo travolti da voci festanti, dalla lunga tavolata in sala da pranzo dove appaiono (magicamente) affettati e formaggio, e da ragazzi che si siedono subito con noi e iniziano a chiacchierare come se fossimo compagni da sempre. Pensiamo agli abbracci che ci hanno stretto prima di andare in scena e a fine spettacolo, a un playback di gruppo di Rino Gaetano, a quanto sia stato facile lavorare con i ragazzi, vederli sperimentarsi e giocare insieme, sentirli, dopo lo spettacolo, farci ancora domande, e trovarli poi al tavolo della colazione con gli occhi ancora chiusi ma pronti a porgerci del caffè.

Ringraziamo ognuno di loro, l’associazione Livello 4 per la magia che è riuscita a creare, tutta la giuria, Roberto Cuppone che ha promesso che tornerà a vedere lo spettacolo tra un anno, le ragazze del laboratorio di critica teatrale, le compagnie con cui abbiamo passato questi giorni (Siro Guglielmi, Azul Teatro e i Barbe à Papa Teatro), tutto il pubblico che ha condiviso con noi il nostro lavoro.

Grazie.

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